STORIONE
COMUNE (Acipenser sturio)
Sottoclasse ATTINOTTERIGI
Ordine
ACIPENSERIFORMI
Famiglia ACIPENSERIDI
Corpo fusiforme, ricoperto di cinque serie
di piastre romboidali rivestite di smalto. Capo prolungato in un muso acuto,
appiattito, provvisto inferiormente di 4 tentacoli carnosi barbigli e,
più indietro, della piccola bocca, priva di denti. Pinna dorsale
unica spostata molto indietro. Coda eterocerca. Dimensioni dai 30 ai 300
centimetri (eccezion. 6 metri). Carni bianche, sode, pregiatissime, nonostante
il grasso che contengono, di non facile digestione. Con le uova si ricava
il caviale (dalle grosse femmine se ne possono
ricavare fino a 100 chilogrammi). Con la vescica natatoria si prepara l’ittiocolla.
Dal grasso di estrae un olio ottimo per bruciare. Lo storione vive nel
mare; all’epoca della riproduzione, che si effettua in primavera o all’inizio
dell’estate, risale il corso dei fiumi. Il maschio abbandona le acque dolci
dopo la fecondazione; la femmina si trattiene in esse fino a settembre,
allorquando i giovani discendono al mare. Vive nel Mediterraneo ed Atlantico
settentrionale, abbastanza comune anche in Adriatico e nei fiumi dell’Italia
settentrionale, raro nelle altre acque italiane. La famiglia annovera circa
25 specie con vari ibridi.
Specie affini presenti nei nostri mari:
Acipenser
naccarii. Muso più
breve e largo; scudi laterali di forma rombica.
Acipenser
stellatus. Muso
lungo e appuntito; scudi laterali piccoli e arrotondati.