Ornitorinco (Ornithorhynchus anatinus)
Ordine    MONOTREMI
Famiglia  ORNITORINCHIDI
L'ornitorinco è l’unica specie vivente appartenete alla famiglia degli Ornitorinchidi. Dagli Australiani è chiamato «platypus» che significa «becco d'anatra ». Il corpo, lungo sino a 45 cm, è molto appiattito con una coda larga e depressa. Gli arti, sono corti con le estremità palmate, atte al nuoto e, le anteriori, anche allo scavo, tutte munite di 5 dita, con unghie. La testa è piccola, con muso prominente, largo e piatto. Il becco non è duro, ma ricoperto da tessuti molli, ricchi di terminazioni nervose e di corpuscoli tattili; l'apertura boccale è amplissima. I bordi del becco sono provvisti, nella mascella e nella mandibola, di speciali lamelle cornee, atte ad afferrare ed a triturare le prede ed il cibo. Gli occhi sono piccoli, infossati, muniti di membrana nittitante; manca il padiglione auricolare. Le narici si aprono poco prima della parte terminale del becco. Il corpo è rivestito da una pelliccia morbida, costituita da una densissima lanetta e da peli setolosi appiattiti; il colore è bruno-nerastro di sopra, grigio chiaro o castano gialliccio, di sotto. Il becco è grigiastro di sopra e rosato inferiormente. I maschi sono più grossi delle femmine e possono arrivare ai 2 kg di peso. Vive soltanto in Australia. Di costumi essenzialmente diurni, è attivo soprattutto al mattino, sul presto, e alla sera. Abita zone di pianura e di montagna, sino a 2000 m di altitudine, standosene presso i corsi d'acqua ed i laghi, nelle cui rive si scava la tana. Nuota sott'acqua con grande agilità, guidato prevalentemente dal tatto, anche nella ricerca delle prede, nella melma del fondo. Vive solitario o a coppie e si costruisce due tipi di tane: una abituale, abitata dai due sessi di forma più semplice, spesso presso radici di alberi, l'altra, fatta dalla femmina, adibita esclusivamente alla riproduzione. La seconda, lunga anche 6 m, ospita al suo termine un grosso nido, fatto di foglie di eucalipto e di altro materiale vegetale sempre bagnato, preso in acqua, dato che una forte umidità nell'atmosfera della tana è indispensabile per la schiusa delle uova. Gli accoppiamenti hanno luogo da agosto ad ottobre, in acqua, terminati i quali ogni femmina si scava la tana e vi si barrica dentro, chiudendone gli ingressi (uno o due) con terra ricavata da diverticoli laterali. Ogni covata può avere da uno a 3 uova, di solito uno o due, che vengono covate dalla femmina, che si acciambella attorno ad esse, senza uscire a prendere cibo durante tutto il periodo necessario alla loro schiusa, che va da una settimana a 10 giorni. Alla schiusa i piccoli sono lunghi circa 25 mm, ma non prendono subito il latte perché non cola ancora dai campi mammari della madre. In seguito i piccoli per prendere il latte si dispongono sul ventre della madre, che se ne sta supina; durante l'allattamento la femmina compie periodiche sortite dalla tana, richiudendovi dentro i piccoli. A 8 giorni i piccoli sono già molto attivi, a 6 settimane misurano circa 5 cm e camminano nella tana, all'undicesima settimana aprono gli occhi, a 4 mesi circa sono coperti dalla pelliccia e lasciano la tana per avventurarsi nelle prime nuotate. La durata della vita è di 10-15 anni. L'ornitorinco si nutre di insetti, larve, crostacei, molluschi e vermi, che cattura nella melma. Attualmente è divenuto assai raro, a seguito dell'accanita caccia che in passato gli fu fatta per la pelliccia; è rigidamente protetto e la sua conservazione non dovrebbe correre pericolo. A differenza delle echidne, il suo allevamento è molto difficile e richiede impianti con accorgimenti speciali.