Echidna istrice   (Tachyglossus aculeatus)
Ordine     MONOTREMI
Famiglia  TACHIGLOSSIDI
Il corpo, massiccio, è rivestito di peli e di robusti aculei; il becco,  corneo, presenta un'apertura boccale stretta. I denti sono del tutto assenti e la lingua è lunga, vermiforme e protrattile. Gli arti sono molto robusti con quelli anteriori atti allo scavo; la coda è corta. Gli arti hanno 5 dita, munite di larghe unghie a forma di paletta. Le echidne conducono vita essenzialmente notturna e durante il giorno se ne stanno nascoste in rifugi tra le rocce o le radici. Possono avvolgersi a palla, in atteggiamento di difesa. Vivono nelle regioni cespugliose e alberate, preferibilmente con terreno accidentato e roccioso. Non si scavano una tana vera e propria, ma ripari occasionali. Sono dotate di vista molto debole, ma di odorato efficientissimo e di buon udito; nella caccia sono guidate dall'odorato. Esclusivamente insettivore, si nutrono in particolare di formiche e di termiti, che scovano con i robustissimi loro arti, capaci di spostare grossi sassi. Le prede sono catturate con la lunga lingua, vischiosa ed estroflettibile, mossa con grande rapidità. Depongono un solo uovo per volta, raramente due, che viene accolto entro la tasca cutanea ventrale detta incubatorio. L'uovo viene incubato per 7-10 giorni; il piccolo, quando è sgusciato, è nudo e misura circa 12 mm di lunghezza e viene allattato nell'incubatorio per un certo tempo, rimanendo nella borsa materna per 68 mesi, sino a quando gli aculei incominciano a svilupparsi. A questo punto il figlio viene deposto dalla madre in un nascondiglio sicuro, ove continua ad essere periodicamente allattato. Le echidne raggiungono la maturità sessuale alla fine del primo anno e sono molto longeve: in cattività si sa di individui vissuti 30 e persino 50 anni.